L’Italia si governa antifascista e repubblicana o salta tutto
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia si è costituita come Repubblica antifascista, segnando un cambiamento rispetto alle precedenti forme di governo. La nuova Repubblica si basa su principi di democrazia e resistenza al fascismo, che sono stati inseriti nella Costituzione approvata nel 1948. Questa trasformazione ha portato a un quadro politico in cui l’antifascismo rappresenta uno dei pilastri fondamentali del sistema.
Piaccia o non piaccia, l’Italia è rinata politicamente unita dopo la Seconda guerra mondiale come Repubblica antifascista. Qualunque governo italiano, per governare legittimamente dentro l’ordine costituzionale nato nel 1945-48, deve accettare di essere repubblicano e antifascista. Piaccia o non piaccia, la Repubblica non è nata anticomunista: i comunisti furono progressivamente esclusi dal governo nella logica della guerra fredda, ma non posti fuori dalla legittimità costituzionale. La Costituzione repubblicana non è stata rovesciata, i confini del Paese non sono cambiati, non è tornata la monarchia. Per questo nessun governo può mettere sullo stesso piano gli alleati anglo-americani e i partigiani da una parte, e i nazisti e i repubblichini dall’altra.🔗 Leggi su Formiche.net

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