Io senza parole davanti al Partigiano che mio padre Manzù ha donato a Bergamo
Un testo che richiama un momento di incontro tra un narratore e un partigiano, con un tono di commozione e memoria. La scena si svolge davanti a un ritratto donato da un artista, presumibilmente un partigiano, a una città . La descrizione si concentra sull’immagine del partigiano, con i capelli che si muovono appena sulla fronte, creando un’immagine viva e intensa di fronte a un oggetto che rappresenta un ricordo.
Partigiano! Ti ho visto appeso immobile solo i capelli si muovevano leggermente sulla tua fronte. Era l’aria della sera che sottilmente strisciava nel silenzio e ti accarezzava, come avrei voluto fare io ManzĂą Questo delicato componimento si può leggere sul retro del Monumento al Partigiano che si trova nel Giardino di Porta Nuova nel centro di Bergamo. Realizzato e donato alla cittĂ dallo scultore bergamasco  Giacomo ManzĂą  nel 1977, costituisce un monito capace di parlare alle presenti e alle future generazioni. L’artista, che venne invitato nella sua cittĂ natale nel 1974 per ricevere un’onorificenza, ricambiò regalando questo monumento in memoria dei suoi genitori e di tutti gli eroi della Resistenza.🔗 Leggi su Bergamonews.it
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