Condò | Se metti una bomba e non esplode vieni comunque perseguito Il Napoli ha vinto lo scudetto ma il reato resta
Durante una trasmissione televisiva, Paolo Condò ha spiegato che, nel diritto penale, mettere una bomba e non farla esplodere comporta comunque una persecuzione, perché il reato si configura nel tentativo. In relazione all’inchiesta che coinvolge Gianluca Rocchi, Condò ha sottolineato che il fatto di aver tentato di influenzare una gara rimane punibile, anche se il risultato finale non si è concretizzato.
Il ragionamento di Condò: il reato è nel tentativo, non nel risultato. Paolo Condò, negli studi di Sky Sport, ha offerto una delle chiavi di lettura più efficaci per comprendere la portata dell’inchiesta su Gianluca Rocchi. Lo ha fatto con una metafora che vale più di mille analisi giuridiche: «Se io metto una bomba e poi quella bomba non esplode, poi vengo perseguito per questo». È il punto che molti, nel dibattito pubblico, continuano a eludere. Il fatto che il Napoli abbia vinto lo scudetto nella stagione 2022-2023 — quella in cui si concentrano le presunte pressioni di Rocchi su arbitri e Var a favore dell’Inter — non cancella nulla. Non riduce la gravità delle accuse, non attenua il disvalore penale, non trasforma un presunto illecito in una bravata senza conseguenze.🔗 Leggi su Ilnapolista.it

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