Poste e il pendolo dello Stato | la privatizzazione avanza ma senza dichiararsi
Negli ultimi anni, il processo di privatizzazione di alcuni servizi pubblici si è sviluppato in modo graduale e non ufficiale. Le aziende statali continuano a operare, ma con modifiche che riducono il ruolo del settore pubblico senza annunci formali di cessione o cambiamenti radicali. Tra queste, un esempio si osserva in un servizio di grande diffusione, dove si nota un progressivo spostamento di funzioni verso il settore privato, mantenendo però strutture e denominazioni originali.
C’è un modo tutto italiano di privatizzare: non si abbatte il vecchio edificio, lo si svuota lentamente dall’interno, lasciandone in piedi la facciata. Nel caso di Poste Italiane, il punto non è tanto stabilire se ci troviamo davanti a una privatizzazione totale, perché così non è, quanto capire la direzione di marcia. Da tempo l’azienda non è più soltanto il luogo delle lettere, dei bollettini, dei libretti e delle pensioni. È diventata un crocevia finanziario, logistico, assicurativo, digitale. E proprio per questo è finita al centro di una trasformazione che viene raccontata come modernizzazione, ma che ha un significato più preciso: ridurre progressivamente il peso della missione pubblica e aumentare quello della redditività.🔗 Leggi su It.insideover.com

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