Marinai filippini nelle reti dell’immigrazione | Sono soli

Nel porto della East Coast, alcuni marinai filippini si trovano coinvolti in situazioni di immigrazione irregolare, vivendo condizioni di isolamento e solitudine. La loro presenza nei porti è meno nota rispetto ai dibattiti pubblici sull’immigrazione negli Stati Uniti, che si concentrano soprattutto lungo il confine sud e nelle grandi aree urbane. La vicenda riguarda persone che lavorano a bordo di navi e si trovano coinvolte in questioni legate al controllo delle frontiere e alla legalità.

America oggi Baltimora, parlano Adrian Burgos e Jom Dolor. Cercano di aiutare i loro connazionali America oggi Baltimora, parlano Adrian Burgos e Jom Dolor. Cercano di aiutare i loro connazionali Clicca il papavero a sinistra o in fondo e regala questo articolo a chi vuoi. Regala più che puoi entro il 25 aprile. Mentre il dibattito sull’immigrazione negli Usa si concentra sul confine sud e sulle grandi città, nei porti della East Coast si consuma una vicenda molto meno visibile. A Baltimora, Maryland, i marittimi filippini impiegati sulle navi vengono fermati, accusati senza prove e spinti all’auto deportazione in pochi giorni. Un meccanismo opaco, fatto di intimidazioni e vuoti legali, che lascia i lavoratori completamente soli: senza sindacati, senza tutela consolare, senza difesa.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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