Stretta Usa e brevetti in scadenza Finita l’euforia Covid per Big Pharma

Negli Stati Uniti, il settore farmaceutico si trova a fronteggiare nuove sfide mentre la domanda di farmaci cresce. Dopo l’entusiasmo legato alla pandemia, le aziende si preparano a un rallentamento, con la fine delle protezioni legali sui brevetti prevista entro il 2030. Contestualmente, si intensificano gli sforzi per ridurre i costi sanitari, anche sotto la pressione politica di ridimensionare le spese pubbliche nel settore.

Il settore farmaceutico in Borsa vive un paradosso: la domanda di cure esplode per l’invecchiamento della popolazione, ma i margini evaporano sotto i colpi della politica. Il vero «virus» per le Big Pharma ha un nome preciso: pressione sui prezzi. Gli Stati Uniti, storico bancomat delle multinazionali del farmaco, hanno cambiato musica. «La determinazione del presidente statunitense Donald Trump a ridurre drasticamente i costi del sistema sanitario americano sta pesando sul sentiment e sui prezzi delle azioni europee, poiché gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati di bocca più importanti per molte di queste aziende», sintetizza Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, società di consulenza finanziaria indipendente.🔗 Leggi su Laverita.info

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