L’amara vittoria di Paolo Michielotto Suicida dopo il licenziamento due anni più tardi il giudice gli dà ragione
Un uomo licenziato due anni fa ha ottenuto una vittoria in tribunale contro i suoi ex datori di lavoro. Dopo aver subito un licenziamento, si è tolto la vita. Ora, il giudice ha stabilito che i licenzianti non avevano il diritto di terminare il rapporto di lavoro, riconoscendo le sue ragioni. La vicenda si è conclusa con questa sentenza, due anni dopo gli eventi che hanno portato alla decisione.
Venezia, 23 aprile 2026 – Paolo Michielotto  ha vinto la causa contro i datori di lavoro che lo hanno licenziato. Non potrà riprendere il suo posto in magazzino: si è tolto la vita nell’agosto 2024, proprio dopo aver intrapreso le vie legali. Ma per i familiari e il sindacato, la decisione del tribunale del Lavoro di Venezia è comunque una vittoria. Il licenziamento e il suicidio. La ‘mazzata’ arriva il 31 luglio 2024, quando Paolo, addetto alle vendite dei magazzini Metro di Marghera viene raggiunto da una lettera di licenziamento, che segue una iniziale sospensione dal lavoro. L’azienda lo accusa di aver agevolato alcuni clienti, facendo risparmiare loro le spese di spedizione.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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