Licenziato si suicidò il giudice del lavoro gli dà ragione due anni dopo | Provvedimento illegittimo
Due anni dopo il licenziamento, un giudice del lavoro ha riconosciuto che la decisione presa nei confronti di un dipendente di una grande catena di distribuzione a Marghera era illegittima. La vicenda riguarda un uomo che, dopo aver perso il lavoro, si è tolto la vita. La sentenza ha confermato che il provvedimento adottato dall’azienda non rispettava le norme vigenti. La storia ha suscitato attenzione e discussione sulla tutela dei lavoratori.
Cacciato dal lavoro per un "danno" di 280 euro, aveva fatto causa per venire reintegrato, ma, preso dalla disperazione, si era tolto la vita, senza aspettare l'iter processuale. Ora, dopo due anni, un giudice gli dà ragione: una "vittoria" che ha un sapore amaro ma gli restituisce la dignità . E' la storia di Paolo Michielotto, 55 anni, di Pontelongo (Padova), dipendente di un'azienda di grande distribuzione di Marghera (Venezia), morto suicida nell'agosto 2024 dopo essere stato licenziato qualche settimana prima. Il Giudice del Lavoro di Venezia ora ha riconosciuto che quel provvedimento era illegittimo, accogliendo il ricorso presentato dalla sua famiglia, assieme alla Cgil e alla Filcams Cgil di Venezia.🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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