I Carc si rifanno ai terroristi delle Br Ma la Fiom li difende
Qualche giorno fa, le autorità hanno indicato sei persone coinvolte in un'inchiesta che le accusa di aver tentato di creare una rete eversiva, facendo riferimento a riferimenti ai terroristi delle Brigate Rosse. La notizia ha suscitato reazioni contrastanti: mentre gli inquirenti sottolineano il rischio di attività sovversive, alcuni sindacati criticano le misure adottate, definendole come una forma di repressione.
Secondo gli inquirenti, i sei indagati stavano costruendo una struttura eversiva. E i sindacati parlano di «repressione». «Le Brigate rosse hanno sbagliato i tempi, non le finalità, e pertanto la loro esperienza è risultata fallimentare». In questo concetto la Procura antiterrorismo di Napoli, che martedì ha disposto la perquisizione di sei indagati per associazione a delinquere con finalità terroristico-eversive, individua la «convergenza ideologica tra il Partito dei Carc», acronimo di Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, quelli che sognano ancora di poter guidare una rivoluzione proletaria, «Nuovo Partito comunista italiano (nel cui solco opera il collettivo Autonomia studentesca e culturale) e l’esperienza brigatista».🔗 Leggi su Laverita.info

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