Cleto combatteva come Satana ma il suo demone era Parigi E gli tolse tutto anche l' anima
Cleto, noto per la sua combattività estrema, aveva come principale nemico Parigi, che gli portò via tutto, anche l’anima. Dall’altro lato, Locatelli partì da Milano e, dopo aver vinto il titolo europeo dei pesi leggeri, attirò l’attenzione di figure di spicco e del pubblico internazionale. Tuttavia, alla fine decise di rimanere nella capitale francese, dove trovò una nuova vita e opportunità.
Il successo seduce, il declino gli paga le spese. Allora, molto più che ora, il cerchio si chiudeva spesso così, senza tener conto degli anni di vita quando erano troppo pochi. Dimenticando presto un idolo ormai troppo logoro perché qualche altro era salito alla ribalta. Nella boxe ci si stupisce ogni volta di come basti un dito di polvere a celare, in poco tempo, anni di una gloria che aveva fatto parlare di sé, inorgoglito un popolo, scomodato titoli e aggettivi. Non sapremo mai se l'uomo che abitava in una specie di abbaino lungo il corso della Senna continuasse a riconoscere ciò che era stato quando si specchiava in quell'acqua che tagliava i sobborghi di Parigi, quando il meglio di lui se l'era già portato via la corrente, aiutata dalla Guerra, dai soldi mal investiti e ancora peggio scappati da ".🔗 Leggi su Gazzetta.it

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