Perché Keynes aveva ragione ma non ha mai vinto
Il 21 aprile 1946 moriva John Maynard Keynes, all’età di 62 anni. La sua morte segnò la fine di una figura centrale nel mondo economico, anche se le sue teorie, pur influenti, non avevano ancora ottenuto una vittoria definitiva. Keynes aveva dedicato gran parte della vita a sviluppare idee che avrebbero rivoluzionato il pensiero economico, ma il suo impatto si manifestò più lentamente rispetto ai tempi della sua vita.
di Rocco Ciarmoli Il 21 aprile del 1946 moriva John Maynard Keynes. Aveva sessantadue anni e la sensazione di aver perso la partita decisiva. A Bretton Woods aveva provato a immaginare un ordine monetario capace di contenere gli squilibri tra paesi prima che diventassero crisi sistemiche; ne uscì un compromesso dominato dal dollaro. Tornò in Inghilterra stremato e poche settimane dopo il cuore cedette. Ottant’anni dopo la domanda non è celebrativa. È scomoda. Che cosa vedrebbe oggi Keynes, di fronte a un capitalismo finanziarizzato che accumula ricchezza senza trasformarla in stabilità? Vedrebbe nell’Europa una contraddizione enorme: una massa ingente di risparmio che non diventa investimento, non per mancanza di risorse ma per carenza di aspettative.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Notizie correlate
Leggi anche: Un brianzolo ha vinto 50mila euro al SuperEnalotto ma non ha mai ritirato il premio (e sta per scadere)
Sinner e la maledizione del quinto set: perché non ha mai vinto una partita durata più di 4 oreDue semifinali combattute fino all’ultimo scambio, entrambe risolte al quinto set, ma con esiti opposti.