L’uomo delle piste Dirittura morale e solida dedizione

Nel 1966, un giornalista inizia a lavorare come inviato per un quotidiano, seguendo temi di cronaca e sport. Tra le sue collaborazioni, si occupa anche di eventi legati a Piazza Fontana, dove si distingue per non aver aderito fin dall'inizio alla teoria della pista anarchica. La sua carriera si caratterizza per un impegno costante e una forte integrità morale.

Marco Nozza, al Giorno nel 1966, diventa inviato e segue fra l’altro, cronaca e sport. Si occupa di Piazza Fontana, fra i primi a non credere alla pista anarchica. Si guadagnerà il soprannome, inizialmente denigratorio, di pistard. Diverrà così il “pistarolo“. Dopo la fine di Pinelli non firmerà l’appello contro Calabresi.🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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