Il fotoreporter sul fronte Mattia Bidoli | Ho visto morire moltissime persone chi resta ha una vita spezzata come le mani ustionate di un ragazzo che non suonerà mai più il violino
Mattia Bidoli, fotoreporter e operatore umanitario, ha testimoniato di aver visto molte persone morire sul fronte. Racconta di chi, sopravvissuto, porta cicatrici profonde, come le mani ustionate di un ragazzo che non potrà più suonare il violino. Dall’Ucraina a Gaza, Bidoli si dedica a documentare le conseguenze di conflitti e crisi umanitarie, portando alla luce immagini e storie di chi vive in queste zone.
Poi che cosa è successo? «Sono stati esclusi. Alcuni amici mi avevano avvertito: “La Palestina è una patata bollente, nessuno vuole tenerla”». Perché? «Le riporto esattamente quello che mi hanno scritto: “Su direttiva della Digos non possiamo presentare foto da Gaza. Siamo un festival di street photography”, nonostante sul sito c’è scritto che si occupano anche di reportage e documentari». Come è finita? «Ho denunciato pubblicamente la vicenda. Il 18 marzo stavo entrando in Ucraina e il telefono è esploso di messaggi. Gli organizzatori del festival mi hanno ricontattato, ma in modo confuso. Hanno sentito anche i miei amici e colleghi, minacciando azioni legali.🔗 Leggi su Vanityfair.it

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