Fine vita nel Lazio | parte la sfida per sbloccare i diritti civili
Il 21 aprile, l’associazione Luca Coscioni ha avviato una campagna di raccolta firme nel Lazio per chiedere norme più chiare e uniformi sul suicidio medicalmente assistito. L’obiettivo è di raggiungere 10 mila adesioni. La proposta riguarda l’introduzione di procedure specifiche e trasparenti per affrontare le questioni legate al fine vita, con l’intento di ottenere un cambiamento nelle leggi regionali.
L’associazione Luca Coscioni avvia questo 21 aprile una raccolta firme per ottenere procedure uniformi e chiare sul suicidio medicalmente assistito, puntando a raggiungere un obiettivo di 10mila adesioni. L’iniziativa mira a sbloccare la proposta di legge regionale di iniziativa popolare denominata Liberi Subito, ferma nelle stanze della Regione Lazio da tre anni. Tre anni di stallo tra le istituzioni regionali e il diritto al fine vita. Il percorso legislativo legato alla proposta presentata dalle opposizioni di centrosinistra non ha trovato spazio nelle commissioni competenti fin dal 2023. Il blocco amministrativo persiste nonostante le pressioni esercitate dalla maggioranza guidata da Rocca, che l’anno scorso ha ignorato le proteste sollevate dai consiglieri contrari all’immobilismo.🔗 Leggi su Ameve.eu

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L'Espresso. . Roberto è l’ennesima vittima dell’assenza di una legge sul fine vita in Italia. Affetto da un tumore cerebrale che potrebbe causargli un ictus da un momento all’altro, al secondo diniego da parte della sua Asl in Veneto si è rivolto al tribunale. L’azie - facebook.com facebook
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