Eva recensione | quando la maternità mancata ha il sapore dell’horror
Eva, recensione: quando la maternità (mancata) ha il sapore dell’horror Un film che mette in scena un urlo di protesta contro i problemi del mondo, ma che allo stesso tempo affronta un dolore personale attraverso una narrazione dark ideata dalla regista. La pellicola si concentra su una donna alle prese con le conseguenze di una maternità mancata, usando toni inquietanti per rappresentare emozioni profonde e conflitti interiori. La regista ha scelto un approccio fiabesco per esplorare tematiche complesse e intime.
Un urlo contro la deriva del pianeta, ma anche l'analisi di un dolore privatissimo in una fiaba nera confezionata da Emanuela Rossi. Non si può dire che Emanuela Rossi manchi di coraggio. La sua opera seconda, Eva, torna ad approfondire temi già presenti nell'esordio del 2019, Buio, che sembrano stare particolarmente a cuore alla cineasta. La genitorialità, la crisi globale, quel senso di apocalisse imminente che ci portiamo dietro, ma anche il contatto con la natura e con le entità immateriali, il tutto condito da una buona dose di atmosfere horror. Nei suoi film, Emanuela Rossi prende per mano il pubblico spingendolo ad affacciarsi sull'orlo dell'abisso e poco importa se, nel corso del processo, la coerenza narrativa viene meno o se certi .🔗 Leggi su Movieplayer.it

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