Cosa è cambiato dopo l’omicidio di Barbara Capovani | Aggressioni in corsia non siamo al sicuro

A seguito dell’omicidio di Barbara Capovani, si sono moltiplicate le segnalazioni di aggressioni in ambienti sanitari. I professionisti del settore riferiscono di episodi di violenza fisica che avvengono quotidianamente, con molti di loro che si sentono insicuri tra colleghi e pazienti. La situazione ha portato a un aumento delle preoccupazioni tra gli operatori sanitari, che denunciano una crescente frequenza di episodi di violenza nelle corsie.

Pisa, 21 aprile 2026 – “Le aggressioni, tante, troppe quelle fisiche, sono giornaliere. E i sanitari sono doppiamente vittime del sistema e dell’utente”. Tre anni fa la violenza sulla psichiatra Barbara Capovani. Undici colpi inferti alla testa in sette secondi con forza e mentre la donna era di spalle, che le provocarono traumi grandi come quelli dei motociclisti coinvolti negli incidenti. La professionista pisana morì due giorni dopo in ospedale. Per il delitto si trova in carcere, condannato all’ergastolo, Gianluca Paul Seung di Torre del Lago, che nel 2019 era stato ricoverato e legato al letto proprio nel reparto poi diretto dalla dottoressa pisana.🔗 Leggi su Lanazione.it

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© Lanazione.it - Cosa è cambiato dopo l’omicidio di Barbara Capovani: “Aggressioni in corsia, non siamo al sicuro”

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