Brera funambolo della parola L’arte di dire e di sognare
A Brera, il giornalista noto come Gioannbrerafucarlo, nato nella regione padana, ha assunto fin dall’esordio il ruolo di responsabile dei servizi sportivi di un quotidiano. Con un modo di scrivere che mescola parole e sogni, si distingue per lo stile caratteristico, diventando una presenza riconoscibile nel panorama giornalistico locale. La sua carriera si è sviluppata attraverso anni di esperienza nel settore, mantenendo un ruolo di rilievo nel giornale.
, o meglio Gioannbrerafucarlo, schiatta padana, è dall’esordio il capo dei servizi sportivi del Giorno. Il suo primo pezzo, il 25 aprile 1956, cade in data propizia per un socialista. L’immaginifica penna esplode in soprannomi e neologismi, colti e popolari. I primi a infilzare tratti di personalità dei campioni. Abatino, poi promosso a Episcopus, per Rivera, Herrera è Accaccone, Gigi Riva Rombo di tuono, Giovanni Lodetti ‘Baslèta’, causa mento vistoso, Boninsegna è ‘Bonimba’, Paolo Pulici ‘Puliciclone’, Walter Zenga ‘Deltaplano’. Resta al Giorno fino al 1967, per dirigere il Guerin Sportivo, e tornare brevemente dal 1973. Di seguito un suo pezzo sulle Olimpiadi del 1960, uscito il 4 settembre.🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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