Benigni e la Shoah Un dialogo con la tragedia

In un episodio che ha attirato l’attenzione, si parla di come venga ricordato il comico in relazione alla sua partecipazione agli Oscar e alla commemorazione della Shoah. La discussione si concentra sull’interpretazione della sua figura e sul modo in cui la sua memoria viene trattata nel contesto pubblico. La discussione coinvolge anche il modo in cui la tragedia viene rappresentata attraverso il suo intervento e la percezione di questa rappresentazione.

è una cosa divertente in tutta questa storia di Benigni e degli Oscar: che si commemora il comico come se fosse morto. Il verbo alla passato è la tentazione morbosa di ogni celebrazione. Bernardo Bertolucci, perfino Arbore, l’altra sera su Raidue, hanno impiegato l’imperfetto al posto del presente: "Era bravissimo". "Era un vero amico, era uno spasso". Viene in mente compare Troisi che, al culmine del successo, in un piccolo film televisivo aveva messo in scena il suo funerale col titolo: "Morto Troisi, viva Troisi". Ogni celebrazione si porta dietro un odoraccio. I napoletani sono scaramantici, i toscani anche di più: per cui adesso, " Vivo Benigni, viva Benigni ".🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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