Scandalo nomine pubbliche vuole sette milioni per fare la presidente dell’Eni Cosa succede a Palazzo Chigi
Un caso di nomine pubbliche sta attirando l'attenzione politica e mediatica. La proposta di un pagamento di sette milioni di euro per la candidatura alla presidenza di una grande azienda energetica ha suscitato reazioni e discussioni sui social, dove si parla di nomine pilotate e di rapporti preferenziali. La vicenda riguarda anche il passaggio di un'amministratrice delegata da una società di energia a una posizione di rilievo presso un’altra grande azienda.
Un caso che sta rapidamente diventando politico e mediatico insieme. Il passaggio di Giuseppina Di Foggia da amministratrice delegata di Terna alla presidenza di Eni ha acceso polemiche e critiche, soprattutto sui social, dove si parla apertamente di nomine pilotate e rapporti privilegiati. Una vicenda che sta creando imbarazzo anche all’interno del governo guidato da Giorgia Meloni, che tre anni fa aveva sostenuto la nomina della manager ai vertici di Terna. Al centro dello scontro c’è una questione molto concreta: una buonuscita da 7,3 milioni di euro che Di Foggia rischia di perdere accettando il nuovo incarico. Di Foggia, in scadenza il 12 maggio e non confermata, in base a riportato in un retroscena comparso sul Corriere della Sera, non vuol perdere la buonuscita milionaria.🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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