L’ultimo oltraggio a Borsellino Tra audizioni truccate e il livore dell’antimafia di professione
L'ultima vicenda che riguarda Borsellino ha portato all’attenzione delle cronache un dibattito acceso sulle modalità delle audizioni e sulle accuse di manipolazione nelle indagini. Tra le polemiche si parla di intercettazioni, parola che da tempo richiama tensioni tra diverse fazioni politiche e gruppi di rappresentanza delle vedove. La discussione si concentra sulle procedure adottate e sui possibili abusi legali, senza entrare nel merito delle responsabilità individuali.
Roma, 20 aprile – C’è una parola che a sinistra e tra le vedove inconsolabili del grillismo di lotta (e di poltrona) evoca immediatamente i fantasmi del “Ventennio” o i complotti della P2: intercettazioni. Ma attenzione, la regola vale solo se a finire nel tritacarne è il nemico di turno, il “potente” da esporre alla gogna pubblica. Se, invece, a finire sotto ascolto è un santone del giustizialismo in servizio permanente effettivo, allora la musica cambia. E lo spartito, stavolta, è di quelli che stonano forte. L’antimafia a doppia firma. Protagonista della vicenda è Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle, già magistrato simbolo di una certa stagione palermitana.🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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