Il prezioso nascosto anche tra gli scarti | Trasformiamo residui industriali in risorse
Nel 1974, a Arezzo, nasce Chimet, un’azienda che si occupa di trasformare residui industriali in risorse. Fin dall’inizio, opera come entità autonoma, pur derivando dall’esperienza di Unoaerre, un’altra realtà locale. La sua attività si concentra sulla gestione e il riutilizzo dei materiali di scarto prodotti dal settore metallurgico, contribuendo a un percorso di sostenibilità industriale.
AL FIANCO di Unoaerre nasce, nel 1974, ad Arezzo, Chimet. È sin da subito un’azienda autonoma, ma derivata dall’esperienza di Unoaerre. Fondata su un’intuizione di Sergio Squarcialupi, Chimet si specializza fin dall’inizio nel recupero e nell’affinazione dei metalli preziosi contenuti negli scarti industriali, soprattutto di origine orafa. Con l’apertura del primo stabilimento, a Badia al Pino nel 1976, e poi di quello di Viciomaggio, Chimet diventa rapidamente un punto di riferimento per il distretto orafo italiano e, nel tempo, per il mercato internazionale. L’attività principale di Chimet consiste nel recuperare, trattare e affinare oro e metalli preziosi, inclusi i PGM, ovvero i metalli del gruppo del platino, come platino, palladio, rodio, rutenio e iridio.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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