Primarie Prodi cambia linea | così si perde e i numeri gli danno ragione
Romano Prodi, noto come uno dei promotori delle primarie in Italia, ha recentemente cambiato atteggiamento nei confronti di queste consultazioni. In passato, aveva sostenuto che rappresentassero un metodo efficace, ma di recente ha dichiarato che potrebbero portare a perdere, paragonandole a una sconfitta sportiva contro la Bosnia. Questa inversione di posizione si accompagna a numeri e dati che sembrano dare ragione alle sue affermazioni.
Pochi lo ricordano, ma in Italia il papĂ delle primarie si chiama Romano Prodi, lo stesso che pochi giorni fa le ha liquidate in maniera sprezzante, dicendo che sono un ottimo modo per perdere la partita e per finire come gli Azzurri contro la Bosnia. Curioso: fino a ieri la sinistra riteneva che votare ai gazebo il candidato premier delle prossime elezioni fosse un rito propiziatorio, un’adunata di popolo altamente democratica. Il 16 ottobre del 2005, quando l’ex presidente dell’Iri scese in campo per guidare l’Ulivo, sfidando altri sei concorrenti, i votanti furono quasi 4 milioni e mezzo e il 74 per cento sulla scheda appose il nome del Professore che, da solo, incassò 3 milioni 182 mila voti, staccando Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Simona Panzino e Ivan Scalfarotto.🔗 Leggi su Panorama.it

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