Vite che pesano come macigni

Una bambina si trova a dover affrontare carichi emotivi e situazioni difficili che sembrano più grandi di lei, con il peso di responsabilità e sfide che spesso non si vedono. Antonella Restelli, autrice e narratrice, riflette sulla capacità dei bambini di sopportare fardelli pesanti, mettendo in discussione il limite tra forza e vulnerabilità. La questione viene sollevata nel contesto di un progetto narrativo chiamato Americhea, pubblicato sul quotidiano il manifesto.

Clicca il papavero a sinistra o in fondo e regala questo articolo a chi vuoi. Regala più che puoi entro il 25 aprile. «Una formica può portare fino a cinquanta volte il proprio peso». E una bambina? «Quanto peso può (sop)portare una bambina?», si domanda Antonella Restelli, autrice e voce narrante di Americhea (Corsare, pp. 120, euro 16), accompagnata dalle incisive illustrazioni in bicromia, giallo e blu, di Sara Cimarosti, a cui si aggiunge il nero, carico di ombre e presagi. C’è infatti un peso che Restelli porta con sé sin da bambina come un macigno, e a cui rimandano i versi di Emily Dickinson in esergo: «Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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Il peso di ciò che gli occhi non possono dimenticare

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