Caserta rinunciò al Re per diventare un regno E riscattò il Meridione
A Caserta, il passaggio da un regno a una monarchia ha segnato un momento storico importante. La città ha vissuto un cambiamento di status, abbandonando la figura del Re per affermarsi come regno indipendente. Nel frattempo, una squadra locale composta da giovani del territorio ha ricevuto grande attenzione grazie alle imprese sportive che hanno portato un senso di speranza e rinascita nel Meridione.
C’era una volta un Re che aveva una mano santa, e quella mano benedisse il destino di una città. Poiché quella di Oscar e Caserta è una delle favole più belle dello sport moderno, è così che bisogna cominciare. Un qualche dio benevolo aveva dotato la mano di una sensibilità preziosa, forse perché il Re - come si conviene - era nato in una città del Brasile che aveva echi divini, Natal. Ci aveva pensato poi quell’uomo - il cui nome completo risultava essere Oscar Daniel Bezerra Schmidt - a trasformare la sua “Mão Santa” - di allenamento in allenamento, di tiro in tiro - in una catapulta: da lì partivano palloni le cui parabole terminavano inevitabilmente a canestro, come ci fosse una calamita che lì destinasse esattamente lì e in nessun altro posto al mondo.🔗 Leggi su Gazzetta.it

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