Ufficio tossico e risarcimento danni il capo risponde anche per i dipendenti | ecco quando

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito che in presenza di atti persecutori in ufficio, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile anche per i comportamenti dei propri dipendenti. La sentenza 54362026 si concentra sul ruolo del capo e sulla responsabilità in casi di molestie o condotte dannose sul luogo di lavoro, offrendo indicazioni precise su quando e come può essere chiamato in causa.

Gli atti persecutori in ufficio sono fonte di disagio e stress per ogni lavoratore che ne è vittima. Ma a tutela di chi viene preso di mira da colleghi poco rispettosi delle comuni regole del vivere civile, la Corte di Cassazione con la sentenza 54362026 ha offerto importanti chiarimenti. Anche quando le vessazioni arrivano direttamente dagli altri dipendenti — e non dal datore di lavoro – la responsabilità può ricadere comunque sull’ azienda. Il punto centrale, tanto semplice quanto sottovalutato, è che il capo ha l’obbligo di garantire, per legge, un ambiente sano e sicuro. Una garanzia che vale tanto fisicamente quanto psicologicamente. Se non interviene, dunque, può essere chiamato a risarcire i danni.🔗 Leggi su Quifinanza.it

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