Quando l’omertà in ufficio costa il posto di lavoro anche senza condanna penale

In un ufficio, mantenere il silenzio su irregolarità o violazioni può portare alla perdita del lavoro, anche senza una condanna penale. Chi sceglie di non denunciare rischia di essere comunque coinvolto o sospettato, con conseguenze serie sulla stabilità professionale. La scelta di tacere, in questi ambienti, si rivela spesso più dannosa che utile, e può costare il posto di lavoro.

Stare zitti in ufficio e nascondere irregolarità e violazioni, pur non essendone autori, non è una buona strategia. Una volta scoperta l’omertà, si può essere licenziati anche se il processo penale si chiude con un’assoluzione. Lo ha spiegato la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza 46842026, riguardante un dirigente pubblico ben poco incline a intervenire, nei confronti della gestione illecita di fondi pubblici. Questa pronuncia è utile perché chiarisce qual è il rapporto tra procedimento disciplinare e processo penale, e — in particolare — qual è il perimetro entro cui la pubblica amministrazione può sanzionare un dipendente, quando i fatti sono stati esaminati anche dal giudice penale. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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© Quifinanza.it - Quando l’omertà in ufficio costa il posto di lavoro (anche senza condanna penale)

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