Ecco perché il petrolio non tornerà a 60 dollari E’ finita un’era e non è colpa solo di Hormuz
Negli ultimi anni, il prezzo del petrolio ha subito variazioni significative e, secondo gli esperti, non tornerà più ai livelli di circa 60 dollari. Le ragioni di questa mutata situazione sono molteplici e coinvolgono fattori come la transizione energetica globale, le politiche di riduzione delle emissioni e le dinamiche di mercato. Questa fase segna una svolta che non dipende esclusivamente da eventi geopolitici, come le tensioni nello stretto di Hormuz, ma anche da cambiamenti strutturali nel settore energetico.
Bruxelles, 17 aprile 2026 – Per la prima volta tra gli americani sotto i cinquant’anni i sondaggi restituiscono una quota di favorevoli ai palestinesi superiore a quella dei favorevoli agli israeliani (Gallup, febbraio 2026: 53% contro 23% tra i 18-34, e 46% contro 28% tra i 35-54), che resta maggioritaria solo tra gli elettori più anziani; e questo vale trasversalmente a democratici e repubblicani – almeno nelle coorti più giovani, dove la simpatia repubblicana verso Israele è crollata al 24%, minimo storico. Il miglior dividendo della pace, se ci sarà, saranno gli Accordi di Abramo estesi all’area; ma è prematuro parlarne. E il petrolio? Il gas? L’energia? Rivedremo il barile a sessanta dollari? Mai più.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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