Hitchens racconta Goražde e la Bosnia che il mondo non voleva vedere
Durante l’estate del 1992, a Sarajevo, un gruppo di giornalisti si trovò a testimoniare gli effetti di un conflitto che ricevette poca attenzione internazionale. In quel periodo, le notizie provenienti dalla Bosnia si concentravano spesso su aspetti militari, lasciando in secondo piano le condizioni delle popolazioni civili. Un giornalista ha raccontato le difficoltà di coprire gli eventi e le sfide di portare alla luce le realtà di Goražde, una delle zone più colpite del paese.
A Sarajevo, nell’estate del 1992, quando la comunità dei giornalisti (a cui era già stata data la definizione collettiva di “scribacchini”) si riuniva nel bar di uno sfigurato Holiday Inn – e questa frase suggerisce la natura surreale delle cose: che un Holiday Inn sia sfigurato anziché sfigurare è il colmo –, era in corso una gara di aneddoti su proiettili schivati per un soffio, scontri improvvisi, e diverse fogge di giubbotti antiproiettile. Mi capitò di notare che parlavano anche di un posto forse più spaventoso della stessa Sarajevo. In sostanza c’era questa città, una volta abbastanza vicina, ma con il blocco tanto difficile da raggiungere quanto Dubrovnik sulla costa o la lontana Zagabria.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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