Una presunta falla nel supercomputer cinese fa tremare la sicurezza globale
Un attacco informatico ha colpito il National Supercomputing Center di uno dei principali centri di calcolo ad alte prestazioni in Cina. Un gruppo chiamato FlamingChina sostiene di aver violato i sistemi del centro, riuscendo a sottrarre una grande quantitĂ di dati sensibili. La notizia circola tra le fonti di sicurezza informatica e ha sollevato preoccupazioni sulla vulnerabilitĂ delle infrastrutture di calcolo nel paese.
Un hacker, o un gruppo che si fa chiamare FlamingChina, avrebbe violato il National Supercomputing Center, uno dei principali hub di calcolo ad alte prestazioni della Cina, sottraendo una quantitĂ potenzialmente enorme di dati sensibili. Le informazioni rubate, secondo le stime citate dalla CNN, potrebbero arrivare fino a 10 petabyte e includere materiale legato a ricerca aerospaziale, bioinformatica e applicazioni militari. L’emittente statunitense riporta che campioni dei dati sarebbero stati condivisi su canali anonimi e rivenduti a prezzi elevati, con accesso completo richiesto in criptovalute. Alcuni esperti di cybersecurity, pur senza poter verificare completamente l’origine del materiale, hanno affermato che i file analizzati sembrano coerenti con il tipo di dati trattati da un centro di supercalcolo di questo livello.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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