Per la Cina gli affari in Ungheria non finiscono con Orbán?
Le recenti elezioni in Ungheria si sono concluse con una vittoria netta per l’avversario di Viktor Orbán, Péter Magyar, e il suo partito Tisza. Il leader uscente ha ammesso il risultato, segnando un cambiamento nel panorama politico del paese. La vittoria di Magyar potrebbe influenzare le relazioni con altri paesi, inclusa la Cina, che ha intrattenuto rapporti commerciali significativi con l’Ungheria negli ultimi anni.
Le elezioni ungheresi non hanno lasciato spazio a interpretazioni, neanche per il leader uscente Viktor Orbán, che ha riconosciuto la vittoria netta dell’avversario Péter Magyar e del suo partito Tisza. Magyar disporrà di una supermaggioranza dei due terzi, con almeno 138 dei 199 seggi in Parlamento. È la fine di un’era durata 16 anni e la caduta di chi è stato pioniere del sempre più diffuso modello di democrazia illiberale in occidente. Proprio per questo tutti sapevano che queste elezioni erano speciali, in Europa e non solo. A GUARDARLE con apprensione c’erano anche tre paesi che, per quanto lontani geograficamente e ideologicamente, sembrano aver trovato una strana convergenza grazie ai loro leader: gli Stati uniti di Donald Trump, la Russia di Vladimir Putin e la Cina di Xi Jinping.🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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