Meloni paga le conseguenze del suo sconfinato amore per il trumpismo globale
In Italia, la premier si trova al centro di un dibattito acceso dopo aver accusato di aggressione verbale un ex presidente degli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni sono state fatte in un contesto politico molto teso, con molti che hanno assistito a reazioni polarizzate. La situazione ha generato molte discussioni sui social media e sui giornali, evidenziando le tensioni tra i diversi schieramenti politici.
Siamo un paese incredibile, un paese che ora si stringe intorno a Giorgia Meloni, presunta vittima innocente e indifesa di un attacco isterico di Donald Trump. Che ipocrisia, che manipolazione, e che dabbenaggine da parte dell’opposizione. Giorgia Meloni non ha avuto nessun coraggio a prendere le distanze da Donald Trump, e da Benjamin Netanyahu, dopo le ultime intemerate trumpiane e i continui bombardamenti in Libano di Bibi. Tantomeno si può far passare questa lieve, parziale e tardiva presa di distanza da Trump e Netanyahu come una dimostrazione di lungimiranza, di visione e di difesa dell’interesse nazionale. Semmai è vero il contrario, Meloni è vittima di sé stessa, delle sue idee, e della presunzione  di essere più furba degli altri pur non avendo l’esperienza sufficiente.🔗 Leggi su Linkiesta.it
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