L’Ue sfrutta la caduta di Orbán per rilanciare la riforma dell’unanimità

La recente sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria ha avuto ripercussioni anche a Bruxelles, dove si sta discutendo di modifiche alle modalità di voto all’interno delle istituzioni europee. La situazione ha portato all’attenzione la proposta di riformare il processo decisionale, che attualmente richiede l’unanimità. La questione si inserisce in un dibattito più ampio su come rendere più efficace e rapido il funzionamento delle decisioni comunitarie.

La sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria ha avuto effetti immediati anche a Bruxelles. A meno di ventiquattro ore dal voto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato una proposta destinata a riaprire uno dei dossier più controversi dell’Unione: superare il diritto di veto degli Stati membri in politica estera. Parlando con i giornalisti, von der Leyen ha invitato i governi europei a sfruttare il momento politico creato dal voto ungherese per passare a un sistema di decisioni a maggioranza qualificata, almeno su alcuni temi chiave, come le sanzioni alla Russia o gli aiuti all’Ucraina. «Passare al voto a maggioranza qualificata nella politica estera è un modo importante per evitare blocchi sistemici, come abbiamo visto in passato», ha detto.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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