Il sequel di The Social Network e l’insopportabile attesa di dodici minuti
Il sequel di “The Social Network” ha generato molta attesa, accompagnata da una breve pausa di dodici minuti prima dell’inizio. Si presume che i lettori più giovani non siano interessati a questa analisi e che la maggior parte di voi ricordi bene il 2010, anno di uscita del film. La storia racconta di Mark Zuckerberg che aggiorna ripetutamente la pagina del browser, sperando in un cambiamento.
Do per scontato che i sedicenni non leggano questa paginetta, e che tutti voi foste già vivi nel 2010, e che quindi sappiate come finisce il miglior film di questo secolo: con Mark Zuckerberg che ricarica la pagina del browser sperando che qualcosa cambi. Cioè la condizione in cui io, mentre scrivo questo articolo, mi trovo da quindici ore. “The Social Network” si apriva con Mark che litigava con la fidanzata, percorreva di corsa il campus, tornava nella sua cameretta e, per vendicarsi di quella stronza, inventava Facebook. Sono sedici anni che sentiamo dire che non era vero da gente che non ha la più pallida idea di cosa sia la verità e quindi neanche di cosa sia la finzione.🔗 Leggi su Linkiesta.it

What if The Social Network 2 isn’t bad
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