I nuovi sospettati nell’omicidio con la ricina di Campobasso | Le versioni sono troppo simili

Nella vicenda dell’omicidio avvenuto con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, sono stati identificati nuovi sospettati. Dopo che gli esami hanno escluso la presenza del veleno nel sangue di Gianni Di Vita, padre di una delle vittime, le indagini si sono concentrate su altre persone. Le testimonianze e le ricostruzioni delle versioni fornite dai sospettati risultano molto simili tra loro, alimentando ulteriori dubbi tra gli inquirenti.

Ci sono nuovi sospettati nell’ omicidio con la ricina di Pietracatella in provincia di Campobasso. Dopo gli esami che hanno accertato la negatività al veleno di Gianni Di Vita, padre di Sara Di Vita e marito di Antonella di Ielsi, l’ipotesi dell’omicidio volontario prende piede. E, scrive Il Messaggero, crescono i sospetti su di lui, che tornerà a essere interrogato nei prossimi giorni. Ma anche quelli sulla figlia Alice Di Vita e sulla cugina Laura, che attualmente ospita i sopravvissuti della famiglia in casa sua. Versioni troppo concordanti. Secondo gli investigatori guidati dal capo della squadra mobile Marco Graziano e dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli le versioni date dai tre sono troppo simili.🔗 Leggi su Open.online

Campobasso, non era stata un’intossicazione, ma un duplice omicidio: madre e figlia sono state avvelenate con la ricina a NataleLa Procura di Campobasso ha infatti aperto un nuovo fascicolo, al momento contro ignoti, per duplice omicidio premeditato.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: 5 nuovi sospettatiSi continua a parlare di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita, madre e figlia morte avvelenate alla fine di dicembre scorso.

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