Geotermia e transizione energetica | Il serbatoio di magma sull’Amiata

Nel sottosuolo delle aree geotermiche toscane di Larderello e del Monte Amiata si trovano grandi volumi di fluidi magmatici a profondità comprese tra gli otto e i quindici chilometri. Questi serbatoi di magma rappresentano una risorsa naturale importante per lo sviluppo della geotermia, un settore che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama della transizione energetica. La presenza di questi accumuli sotterranei è oggetto di studi e interventi tecnici specifici.

In Toscana, nel sottosuolo delle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata, ci sono volumi di migliaia di chilometri cubi ricchi in fluidi magmatici a tra 8 e 15 chilometri di profondità. Un team di ricerca dell’Università di Ginevra con l’Istituto di geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha pubblicata una ricerca su Communications Earth & Environment che si è avvalsa della tecnica di tomografia del rumore sismico ambientale. Corpi magmatici di queste dimensioni sono paragonabili a quelli che alimentano i cosiddetti “supervulcani” come il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti, il lago Toba in Indonesia o il vulcano Taupo in Nuova Zelanda, che ospitano sotto la superficie immensi serbatoi di magma.🔗 Leggi su Lanazione.it

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© Lanazione.it - Geotermia e transizione energetica: "Il serbatoio di magma sull’Amiata"

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