L' insostenibile eredità dei figli del Sessantotto
Il romanzo d’esordio di Francesco Currò si apre con una riflessione sulla storia e le sue conseguenze, offrendo uno sguardo diretto sui temi legati all’eredità del Sessantotto. La narrazione si concentra su personaggi e situazioni che rivelano un passato ancora presente, senza lasciar spazio a interpretazioni o analisi, ma presentando fatti e dettagli concreti che compongono una scena quotidiana e reale.
La prima cosa di cui ti accorgi, leggendo il romanzo d’esordio di Francesco Currò, è che è abituato a pesare le parole da molto tempo. Ad abbreviare, togliere, evitare di essere ridondante, andare all’osso: non per niente è diventato giornalista all’Ansa, molti anni fa, occupandosi per lo più di finanza ed economia. Da trent’anni è impegnato nella comunicazione d’impresa a livello strategico, ma risulta chiaro che questo romanzo covasse dentro di lui da molto tempo. Probabilmente si specchia in uno dei suoi personaggi che, bisogna dirlo, sono tratteggiati bene. È un libro che si legge con piacere Il coltello della memoria (Rizzoli, p. 240, €18) in cui si sezionano un paio di generazioni, in particolare quella che ha fatto il Sessantotto, per poi vivere il resto della vita rimpiangendo un’occasione perduta – e quella dei loro figli.🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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