La ‘mazzata’ sulla previdenza degli psicologi italiani | perché la riforma fa insorgere la categoria
Una riforma sulla previdenza degli psicologi italiani ha scatenato proteste tra i professionisti, che si sentono penalizzati dalle nuove norme. La questione riguarda cambiamenti alle modalità di contribuzione e alle pensioni, che hanno generato preoccupazioni e malumori tra gli iscritti. La discussione si innesca in un quadro di leggi complesse e interpretazioni divergenti, mentre la categoria si mobilita per chiedere chiarimenti e revisioni.
L’Italia è uno strano paese. La vicenda, assolutamente paradossale, che racconterò può capitare a chiunque, ed è un misto di leggi monche, paternalismo e ideologia. Il tutto riguarda una comunità professionale, quella degli psicologi, professionisti d’aiuto, in ampia prevalenza donne (82%), naturalmente caratterizzata da una propensione a dedicarsi al prossimo. I dati sui redditi medi arrivano a stento e solo negli ultimi anni alla quota di 28.000 € l’anno, configurandosi come una delle professioni che sopravvive in una condizione storica di relativa precarietà e che, grazie a questa vicenda, rischia di sprofondare in una criticità ancora maggiore.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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