Contro l' Iran non bastano le preghiere
Le recenti dichiarazioni di un leader religioso hanno suscitato l’attenzione internazionale, in risposta alle politiche di un paese mediorientale. Da un lato, il presidente degli Stati Uniti rappresenta il potere politico, mentre il Papa si posiziona come figura morale. La disputa tra le due parti riguarda principalmente questioni di natura strategica e geopolitica. Quando il Papa interviene su temi legati alla guerra, si espone a possibili reazioni da parte delle autorità politiche coinvolte.
Trump incarna il potere politico, il Papa è l’autorità morale. La loro disputa è una questione strategica, riguarda la guerra su cui il Papa può esprimersi come vuole, ma nel momento in cui lo fa (entrando nel dominio di Cesare), si espone alla replica. Quella di Trump è sgraziata e infelice, ma non per questo cancella il tema centrale: il Presidente degli Stati Uniti sulla guerra pone un dilemma strategico al quale il Pontefice non ha risposto: cosa si fa con l’Iran che ribadisce di voler continuare il suo programma nucleare? Non è una questione teologica, almeno non per chi ha sulla testa la minaccia dei missili iraniani. Nell’ultimo.🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa https://shorturl.at/vzfRk - facebook.com facebook
. @paolomieli: "Trump ha perso la guerra in Iran e sta cercando un clamoroso diversivo, ed ecco che nasce lo scontro con il Papa che distrae dal tuffo nella melma che ha fatto con la guerra in Iran. Oggi Trump non ha carte in mano da giocare, solo minacce ve x.com