Stefano Rulli | Per anni ho pensato di dover garantire il futuro a mio figlio Poi ho capito che è lui a dare senso alla mia vita L’autismo ti mette davanti a una verità | le famiglie sono lasciate sole
Nel documentario, la sua ex moglie definisce Matteo prima “un sogno difficile”, poi un “progetto”. Mantenendo questa metafora, come spiegherebbe le varie fasi in cui si è sviluppato questo “progetto”. «La percezione che avesse un problema psichico è arrivata molto presto. All'epoca, vivevamo a Roma e la scuola ci ha aiutato molto, ma poi abbiamo capito che questa città non ci offriva più risposte adeguate. Così abbiamo deciso di spostarci a Perugia perché ci sembrava più vivibile, abbastanza vicina a Roma per poterla raggiungere facilmente con il nostro lavoro. Nel frattempo, l'aggressività di nostro figlio era sempre più difficile da gestire e quindi abbiamo pensato per lui a un appartamento con un operatore che ci aiutasse.🔗 Leggi su Vanityfair.it
“Quando mia mamma veniva a prendermi a scuola le facevano cori da stadio, l’ho colpevolizzata ma poi ho capito. Quando è morta mia nonna ho visto tutta la sua fragilità”: parla Francesco Oppini, figlio di Alba PariettiIl primo ricordo di sua madre è lei che “ha 21 anni e mi tiene in braccio nella cascina dei nonni materni a Costermano sul Garda, dove trascorrevo...
“I Cesaroni? Ricordo bellissimo, ma dopo anni ho la necessità di lasciare tutte le serie. Ero stata programmata per odiare mio padre poi con la psicoterapia, ho capito che forse non era un mostro”: così Elena Sofia RicciL'attrice racconta il rapporto col padre e l'addio alle serie: "Ho bisogno di fare altro, è stato così anche per Che Dio ci aiuti" Elena Sofia Ricci...