Lungo viaggio verso la notte il buio di vite sventurate racchiuso tra le inferriate

Nella città di Bergamo, una scena è circondata da grandi inferriate che sembrano delimitare un ambiente chiuso e lontano. All’interno, si percepisce un’atmosfera di desolazione, con figure che appaiono segnate da fallimenti e sofferenze, immerse nel consumo di whisky. Le inferriate sembrano fungere da confine tra il mondo esterno e le vite spezzate di chi si trova all’interno, creando un’immagine di isolamento e sofferenza.

Applausi al Donizetti per l’intensa prova di Gabriele Lavia nella riproposizione del capolavoro di O’Neill, con una messa in scena attenta ed una drammaturgia fitta capaci di esplorare il dolore ed il fallimento Bergamo. Grandi inferriate, che ricoprono e racchiudono la scena, contengono e simboleggiano vite sventurate e corpi divisi nel proprio essere, nei propri fallimenti e nelle proprie macerie, annegate nel whisky. Grandi sbarre che sgretolano e separano corpi e anime degli attori in “Lungo viaggio verso la notte”, uno dei massimi capolavori del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill, portato in scena da Gabriele Lavia (produzione Effimera e Fondazione Teatro della Toscana) al Teatro Donizetti fino a domenica 19 aprile, tra le proposte della Stagione di Prosa 20252026.🔗 Leggi su Bergamonews.it

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