Le aragoste rispondono ai farmaci è la prova che soffrono davvero il dolore Ecco perché è importante prestare attenzione a come trattiamo e uccidiamo i crostacei | il nuovo studio

Un nuovo studio ha evidenziato che aragoste, granchi e scampi reagiscono ai farmaci che alleviano il dolore, dimostrando così di poter provare sensazioni spiacevoli. Questa scoperta mette in discussione le pratiche tradizionali di cottura di questi crostacei, che spesso vengono uccisi senza che si percepiscano segnali di sofferenza. Per anni, tali creature sono state considerate incapaci di provare dolore, poiché non emettevano suoni riconoscibili dall’uomo durante la morte.

Il silenzio, a volte, inganna. Per anni aragoste, granchi e scampi sono finiti nelle pentole senza fare rumore, o meglio, senza emettere un suono che l’uomo fosse disposto a interpretare come dolore. Ma il punto, oggi, è proprio questo: e se quel dolore ci fosse sempre stato, solo ignorato? A riaccendere il dibattito è uno studio dell’ Università di Göteborg, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, che aggiunge un tassello difficile da liquidare. I ricercatori hanno osservato la reazione dei crostacei a stimoli dolorosi e, soprattutto, agli antidolorifici. Il risultato è semplice quanto scomodo: quando vengono somministrate sostanze come lidocaina o acido acetilsalicilico, la loro risposta al dolore diminuisce.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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