La neuroeconomia

Per molto tempo, si è ritenuto che il cervello, una volta completato lo sviluppo durante l’infanzia, rimanesse sostanzialmente invariato. Questa convinzione ha influenzato la comprensione dei processi decisionali e delle funzioni cognitive, considerando il cervello come una macchina perfetta ma statica. Solo negli ultimi decenni, studi neuroscientifici e neuroeconomici hanno iniziato a dimostrare che il cervello è invece in grado di modificarsi nel tempo.

di Annamaria Spina Per lungo tempo, la scienza ha creduto che il cervello fosse immutabile dopo l’infanzia, una macchina perfetta ma rigida. Questa visione viene progressivamente superata nel Novecento grazie a studiosi come Donald Hebb che, negli anni ’40, introduce un principio destinato a rivoluzionare il pensiero: “neuroni che si attivano insieme, si connettono insieme”. Successivamente, ricercatori come Jerzy Konorski sviluppano il concetto di plasticità neuronale, dimostrando che il cervello è capace di riorganizzarsi in risposta agli stimoli e che, anche da adulto, cambia continuamente.  Questa scoperta segna un passaggio cruciale. il comportamento umano è plasmabile.🔗 Leggi su Ildenaro.it

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