Conte e Allegri gli allenatori dei giornalisti che non perdono mai

Ieri, durante una conferenza stampa, un ex calciatore ha criticato pubblicamente l’atteggiamento di due allenatori, evidenziando come spesso siano descritti dai media. La sua dichiarazione ha messo in discussione la percezione pubblica e il modo in cui vengono presentati nei commenti giornalistici. La polemica si è concentrata sulla rappresentazione di Conte e Allegri, che vengono spesso definiti come figure che non cambiano atteggiamento, anche di fronte alle critiche.

Ieri Chivu non ha vinto solo sul campo, ma anche fuori quando ha messo in risalto – senza nominarli – tutta l’ipocrisia che contraddistingue la narrativa disu Conte e Allegri. Due allenatori per noi bravissimi, il primo nettamente migliore del secondo, ma che non perdono mai. Attorno a loro c’è un servilismo incredibile, ogni giorno alimentato da ‘giornalisti’ del tutto asserviti. Venditori di fumo per difendere in primis il proprio orticello, o un’amicizia ostentata al limite del ridicolo. Fare critica, analizzare. Macché: del resto il giornalismo italiano è nato a corte, e cortigiano è rimasto. Camerieri del padrone, sempre e comunque. Conte non lotta per lo Scudetto ed esce alla fase a girone unico di Champions, arrivando trentesimo su trentasei squadre.🔗 Leggi su Calciomercato.it

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© Calciomercato.it - Conte e Allegri, gli allenatori (dei giornalisti) che non perdono mai

Gli allenatori che criticano i loro club (come Conte e Mourinho) sono ormai una tendenza preoccupante – TelegraphIl quotidiano inglese: “sono diventati il paravento pubblico delle società, e si sentono frustrati.

Leo Gassmann: «I voti dei giornalisti? Fanno male, ma li perdono. Non basta un ascolto per capire una canzone». L’intervistaTerza volta sul palco del Festival di Sanremo, terzo disco della carriera in uscita ad aprile (titolo: Vita vera Paradiso), tutto dopo aver...

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