Caso Regeni la madre | Dispiaciuta per fondi negati al film ma siamo abituati alle ingiustizie

La madre di una vittima italiana in Egitto ha commentato la decisione di negare i fondi a un film sul caso, dichiarando di essere dispiaciuta ma abituata alle ingiustizie. Ha inoltre ricordato che, dopo dieci anni di oscurità, grazie all’avvio dell’iniziativa ‘Le Università per Giulio Regeni’, ora il ricercatore può lavorare. La vicenda riguarda il caso di un ricercatore scomparso e ucciso nel paese africano.

“ Dieci anni di buio “, ma con l’avvio dell’iniziativa ‘ Le Università per Giulio Regeni ‘, “ora è finalmente un ricercatore”. Sono le parole di Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, in occasione della proiezione del docufilm dedicata al figlio, a dieci anni dalla sua morte, avvenuta in Egitto. “Ci sono voluti dieci anni, ma da oggi Giulio è finalmente un ricercatore – ha sottolineato – Ogni volta è stato come ucciderlo nel suo pensiero”. “È stato difficile far capire che Giulio era un ricercatore – ha affermato – perché è più facile pensare che fosse una spia o che se la sia andata a cercare “. “Fondi negati al film? Dispiace, ma siamo abituati alle ingiustizie”.🔗 Leggi su Lapresse.it

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© Lapresse.it - Caso Regeni, la madre: “Dispiaciuta per fondi negati al film, ma siamo abituati alle ingiustizie”

Giulio Regeni, alla Statale di Milano la proiezione del documentario sul ricercatore. La mamma: “Il no ai fondi? Abituati a ingiustizie da dieci anni”Milano, 13 aprile 2026 – A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni parte dall’Università Statale di Milano il ricordo, con una proiezione speciale...

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