A Budapest vince l’altra destra e la sinistra che fa? Brinda alla sua irrilevanza
A Budapest, la destra ha ottenuto una vittoria elettorale. La sinistra italiana ha commentato la sconfitta affermando di ripartire da un nuovo punto di partenza. La notizia riguarda la vittoria di un candidato di destra in Ungheria e le reazioni politiche italiane in seguito a questo risultato. La vicenda si inserisce nel quadro delle elezioni europee e delle dinamiche politiche tra le forze di sinistra e destra nel continente.
La notizia è che la sinistra italiana «riparte da» un ungherese di destra. La vittoria di Peter Magyar contro Viktor Orbán viene salutata dalle parti del campo largo come se fosse roba loro: il fantomatico trionfo del progressismo no borders contro il sovranismo oscurantista, con l’immancabile refrain dell’«avviso di sfratto» a Giorgia Meloni. Una ricostruzione propagandistica e sgangherata ascrivibile al mondo della post-verità che ci dice, però, qualcosa in più: la sinistra gioca ormai sugli spalti, non è letteralmente più in campo. E tifa tutto ciò che considera vicino in qualche modo allo status quo: l’unica direzione del pilota automatico della vecchia burocrazia di Bruxelles. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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