Trump forse ha sbagliato la guerra ma non la maniera di raccontarla
L'ex presidente ha affrontato la questione della guerra con una strategia comunicativa mirata, evitando i canali tradizionali dei media classici per rivolgersi direttamente al pubblico. La sua narrativa si distingue per un linguaggio che evita i toni convenzionali, puntando a controllare la percezione pubblica senza entrare nei dettagli ufficiali. Questo modo di comunicare ha attirato l’attenzione su come le immagini e le parole possano essere usate per influenzare le opinioni.
Ci eravamo sentiti dire che gli Stati Uniti, dopo le numerose e destabilizzanti operazioni in Medio Oriente, spesso dai risultati ambigui, avrebbero scelto di chiudere il Novecento e di muoversi in un’ottica multipolare senza rinunciare al proprio ruolo di preminenza. Qualcosa è intervenuto e ha portato gli Usa, dopo due operazioni rapide e di successo, a tornare al vecchio interventismo dal quale ora non si sa con chiarezza come uscire. Ma questo non può essere letto come semplice avventurismo nĂ© tantomeno con le vecchie categorie del «caos trumpiano» o con i patetici semplicismi del «matto che va fermato». Per comprendere il quadro nel suo...🔗 Leggi su Laverita.info

TRUMP ORA CHIEDE AIUTO | LA GUERRA “VINTA” CHE RISCHIA DI TRASCINARCI DENTRO
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