Sanità militare | il piano del Governo scatena la rivolta dei medici

Il governo ha approvato una riforma che prevede la creazione del Corpo unico della Sanità militare (CUSM), con ingresso in vigore dal 1° gennaio 2027. La decisione ha suscitato reazioni tra i medici militari, alcuni dei quali hanno manifestato il loro dissenso. La riforma riguarda l'organizzazione e la gestione dei servizi sanitari all’interno delle forze armate. La proposta passa ora all’esame delle istituzioni competenti per eventuali modifiche o approvazioni definitive.

Il governo ha approvato la riforma che darà vita al Corpo unico della Sanità militare (CUSM) con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Il decreto legislativo, già firmato dal Presidente della, mira a unificare sotto il comando del Capo di Stato Maggiore della Difesa le risorse sanitarie di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, includendo medici, infermieri, psicologi, veterinari e farmacisti. Il rischio di una perdita di identità per i sanitari dell’Arma. La transizione verso il nuovo modello interforze solleva forti preoccupazioni tra il personale dei Carabinieri. Per molti professionisti, l’unificazione non rappresenta solo un cambio organizzativo, ma una minaccia alla propria storia e ai sacrifici compiuti per superare concorsi estremamente selettivi.🔗 Leggi su Ameve.eu

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