Quanto dice di noi il caso di Bergamo | il 13enne che accoltella e l’idea che gli altri non contano
Un episodio avvenuto a Bergamo ha visto un ragazzino di 13 anni ferire con un coltello un’insegnante. L’episodio ha attirato l’attenzione su comportamenti violenti tra i giovanissimi e sulla percezione di insensibilità che sembra caratterizzare alcuni adolescenti. La vicenda mette in discussione il rapporto tra minori e ambiente sociale, sollevando interrogativi sulla gestione e il controllo delle situazioni di disagio tra i giovani.
Senza rendersene conto, il tredicenne che ha accoltellato la sua insegnante a Bergamo ha scritto il manifesto della nostra epoca, ha riassunto in poche battute il lato oscuro della nostra società. E che va al di là della solita questione dei social e della tecnodipendenza. Quello che è accaduto non è un semplice fatto di cronaca, ma è un sintomo di un modo diffuso di intendere la vita. In quattro frasi, probabilmente copiate, il ragazzino sintetizza bene la sindrome che affligge il nostro tempo. Eccole, in sintesi: «Non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizia, mancanza di rispetto e banalità. Ucciderò la mia insegnante di francese.🔗 Leggi su Panorama.it

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