Ottavio Fatica se tradurre è un vizio | Tra le contorsioni di Philip Roth Sono un Houdini della parola
Ottavio Fatica, noto traduttore, ha recentemente parlato del suo approccio alla traduzione, descrivendolo come un vero e proprio “vizio” e paragonandosi a un Houdini della parola. La sua passione per le lettere è nata in giovane età, dopo aver scoperto con entusiasmo l’opera di autori come Céline, che ha definito un innamoramento improvviso e intenso. Questa passione ha poi portato Fatica a dedicarsi con impegno alla traduzione e alla scrittura, affrontando con determinazione le sfide delle parole.
La scoperta improvvisa (feroce) di Céline. Un innamoramento. Da ragazzo. E da lì nasce un po’ tutto: il desiderio di scrivere e di tradurre, il bisogno senza pace di immergersi nelle parole e di fare testa contro testa con gli autori. Scoprendo meraviglie e bernoccoli. Questo l’orizzonte di Ottavio Fatica, traduttore e consulente Adelphi. Che firma “ Operazione Shylock “ di Philip Roth, appena uscito per la casa editrice milanese con prefazione di Emmanuel Carrère. Una spy story. Dove l’intifada anni 80 s’intreccia a una certa esuberanza creativa. E al tema del doppio. Certo un ennesimo viaggio sul confine. Fra le scritture. I pensieri. Le intenzioni. Fatica, come nasce il progetto su Roth? "Attraverso il confronto con l’agente, che ci ha portato ad indagare un corpus di 34 opere, nonostante nessuno di noi in casa editrice si consideri un rothiano incallito. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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