La tregua che salva Washington e Tel Aviv dal logoramento

Una pausa negli scontri tra le parti coinvolte è stata raggiunta, ma non si tratta di una pace duratura. La tregua si presenta come una misura di emergenza, strettamente legata alla possibilità che il proseguimento dei combattimenti avrebbe portato a un esaurimento delle risorse militari, industriali e politiche di entrambe le parti. La decisione di sospendere temporaneamente le ostilità non deriva da una vittoria, bensì dal bisogno di evitare un logoramento eccessivo.

Più che una tregua di pace, questa appare come una tregua di necessità. Non nasce dalla vittoria americana o israeliana, ma dal rischio crescente di un logoramento militare, industriale e politico che stava diventando troppo costoso da sostenere. Il punto centrale, infatti, non è soltanto ciò che è stato distrutto in Iran, ma ciò che gli Stati Uniti e Israele non sono riusciti a distruggere: la capacità iraniana di continuare a combattere, di colpire, di saturare le difese avversarie e di mantenere aperto il confronto fino a costringere il nemico a fermarsi. L’errore occidentale: scambiare l’Iran per un paese fragile. Una parte rilevante dell’errore strategico occidentale nasce da una sottovalutazione culturale e storica dell’Iran.🔗 Leggi su It.insideover.com

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